19 marzo 2011
VENERDI' DELLA COLLERA
Yemen, 72 manifestanti uccisi a Sanaa
Sono
72 i morti della strage compiuta ieri dai cecchini appostati sui tetti
contro i manifestanti dell'opposizione a Sanaa, capitale dello Yemen, e
più di 400 i feriti. Lo afferma, all'Ansa, il presidente della Comunità araba in Italia (Comai), Foad Aodi.
A Sanaa è «emergenza sanitaria», dichiara Aodi, che è anche presidente
dell'Associazione medici stranieri in Italia (Amsi). «Gli ospedali non
bastano ad accogliere i feriti» che «sono stati portati anche nelle
moschee» perché «non c'è più posto neppure nelle tende». «I medici che
sono in contatto con noi dallo Yemen ci stanno chiedendo aiuto»,
riferisce Aodi, che chiede anche «un intervento della comunità
internazionale» perché «non accada ciò che sta accadendo in Libia». In
Yemen, conclude «c'è il rischio concreto di una guerra civile».
Il
presidente Ali Abdullah Saleh ha dichiarato lo stato d'emergenza in
tutto il Paese. Le proteste di ieri sono state le più grandi finora e
anche la risposta delle forze governative è stata la più violenta
dall'inizio della rivolta un mese fa. Secondo alcuni testimoni a sparare
sulla folla sarebbero stati cecchini che indossavano uniformi
dell'esercito yemenita e agenti di sicurezza in borghese. Sempre ieri in
Yemen si è dimesso il ministro del Turismo, Nabil al-Faqih, che si è
anche dimesso dal partito per protestare contro le uccisioni di civili.
SIRIA.
Cinque persone sono morte e almeno 44 sono rimaste ferite a seguito
dell'intervento delle forze di sicurezza, che hanno provato a placare le
centinaia di manifestanti scese in strada a Daraa per chiedere più
libertà. Manifestazioni sono state inoltre organizzate nelle città di
Homs, Banyas, e nella capitale Damasco.
BAHRAIN.
L'esercito ha demolito il monumento della perla di Manama, alto 90
metri e diventato simbolo della sommossa sciita contro la monarchia
sunnita. Il monumento è stato per lungo tempo un ricordo della storia
del Paese ma di recente è stato associato alle proteste che hanno preso
piede in Bahrain. Le forze di sicurezza hanno invaso il campo di
protesta mercoledì, uccidendo almeno 5 persone, compresi 2 poliziotti. I
disordini in Bahrain, in cui sono morte almeno 12 persone, hanno
risvegliato tensione settarie nella regione. L'Arabia Saudita e altri
Paesi sunniti del Golfo hanno inviato truppe nel piccolo regno, mentre
l'Iran si è schierato dalla parte dei manifestanti sciiti e ha
richiamato il suo ambasciatore a Manama.
IRAQ.
Migliaia di persone hanno manifestato nelle città a maggioranza sciita
in tutto il Paese per condannare gli attacchi, definiti "settari", delle
forze di sicurezza del Bahrain contro i dimostranti sciiti. L'invio di
truppe nel regno da parte dei Paesi sunniti del Golfo potrebbe
peggiorare le relazioni tra l'Iraq e l'Arabia Saudita, che considera il
governo iracheno a maggioranza sciita una pedina dell'Iran.
IRAN. L'ayatollah
Ahmad Jannati, iraniano, ha esortato la maggioranza sciita del Bahrain
ad andare avanti con le proteste fino alla morte o alla vittoria, contro
la monarchia sunnita del piccolo regno. Dopo il momento di preghiera
migliaia di iraniani hanno marciato e cantato contro i governanti del
Bahrain e dell'Arabia Saudita. Non ci sono legami diretti tra gli sciiti
in Bahrain e Iran, ma il piccolo regno conta molto nella regione. I
leader del Golfo sono preoccupati che eventuali conquiste degli sciiti
in Bahrain potrebbero rafforzare l'Iran nei confronti del rivale Arabi
Saudita. Teheran ha protestato quando Riyad ha inviato le truppe in
Bahrain insieme ad altri Paesi del Golfo.
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