

Roma, 24 feb. (TMNews) - Ci sono "squadre della morte" che per le
strade di Tripoli picchiano gli uomini, entrano nelle case e violentano
le donne. La paura è tanta e la gente non vuole parlare: le
testimonianze fatte da chi è a Tripoli ai parenti sparsi nelle capitali
europee, tra cui Roma, concordano, come riferisce il presidente del
Comai, Comunità del mondo arabo in Italia, Foad Aodi.
"La
situazione è grave e molto confusa", prosegue Aodi, raggiunto
telefonicamente da TmNews, in continuo contatto con i parenti delle
vittime, familiari e gente sul posto. Le fonti parlano di uomini
ingaggiati dall'esercito che girano per le strade della capitale libica
vestiti di giallo con l'ordine di reprimere le proteste, aggiunge.
Il presidente del Comai, il primo a parlare di un migliaio di morti in
seguito ai bombardamenti fatti dal governo due giorni fa, stima un nuovo
bilancio di morte: ci sono almeno 6-7mila vittime, causate dalla
rivolta nel paese nordafricano, vedendo al ribasso la cifra diffusa
dall'emittente Al Arabyia (10mila morti).
Mentre la Cirenaica e
gran parte dell'est della Libia è stato "liberato" dagli insorti, il
colonnello Muammar Gheddafi si prepara allo scontro finale a Tripoli:
"Il terrore è totale, ma dopo che è caduto il muro della paura, speriamo
cada il muro del silenzio", conclude Aodi, augurandosi che le violenze
finiscano al più presto.


