«Il suo appello alla politica riguardo la concessione della cittadinanza italiana agli stranieri nati in Italia, ha riaperto la discussione tra le forze politiche tra favorevoli e non favorevoli tornando alle vecchie divisioni di veduta per quanto riguarda un argomento che non va più rimandato visto l'interesse e le difficoltà sociali che comporta giornalmente nella vita di numerose famiglie». Si apre così la lettera di Foad Aodi, presidente della Comunità del mondo arabo in Italia e dell’Associazione medici stranieri in Italia, al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Una lettera di «ringraziamento e apprezzamento per la sua politica a favore dell'integrazione, del dialogo interculturale e interreligioso a livello nazionale e internazionale» che si aggiunge alle numerose manifestazioni di soddisfazione per la fermezza con la quale il capo dello Stato ha invitato il legislatore a rivedere norme anacronistiche.
«Anche oggi la ringraziamo – aggiunge Aodi – per le conferme delle sue iniziative a favore degli immigrati, giovani, donne e bambini, auspicando che le forze politiche, come hanno saputo trovare un accordo sul governo Monti, possano anche trovare una sintesi importante e costruttiva al suo appello e metterlo subito in atto anche per far sentire i nostri bambini e giovani cittadini italiani a tutti gli effetti senza farli soffrire più di doppia identità e sentirsi cittadini di seria B ed inferiori ai loro coetanei e colleghi». Perché «nascere in Italia non è colpa loro, anzi è una ricchezza per loro e per i loro coetanei italiani».














